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Allattamento al Seno e Montata Lattea: Tutto Quello che C'è da Sapere

Attraverso la cosiddetta fase del "latte di transizione", la montata lattea trasforma il colostro in latte vero e proprio: rispetto al primo, più povero di proteine e sali minerali, ma più ricco di grassi.
allattamento e montata lattea
Fonte: Web

Una sorta di miracolo della natura. Non ci sono altre parole per definire l’allattamento al seno. Quest’evento, così comune eppure così straordinario, apparentemente non ha bisogno di spiegazioni. Ma non è così. In tanti, infatti, osservano il fenomeno con occhi enigmatici, a volte pieni di vergogna. E sono in tante le neo-mamme che vi si approcciano a mo’ di rebus – senza sapere che tutto diventerebbe più semplice se ci si “piegasse” all’istinto del neonato.

1. La montata lattea

Montata lattea
Fonte: Web

Subito dopo il parto – spesso anche prima – si sviluppa un liquido dal colore giallognolo chiamato colostro, in assoluto il primo alimento del bambino: è molto nutriente e le poche gocce che fuoriescono dai capezzoli sono più che sufficienti per soddisfare i suoi bisogni alimentari. È composto da acqua, grassi, leucociti, proteine, carboidrati e, dulcis in fundo, da immunoglobuline di classe A, essenziali per trasmettere al piccolo gli anticorpi materni.

Dopo circa 2-4 giorni, si ha la montata lattea vera e propria: attraverso la cosiddetta fase del “latte di transizione”, il colostro si trasforma in latte, diminuisce l’apporto di sali minerali e proteine e aumenta quello di grassi.

In questa fase, i seni diventano turgidi, spesso doloranti e ingrossati. Raramente la temperatura potrebbe subire delle sensibili oscillazioni. Tuttavia, queste manifestazioni si attenuano con la suzione e il conseguente svuotamento delle mammelle.

2. Le regole per una corretta montata lattea

Fonte: Web
Fonte: Web
  • Appena possibile, iniziare l’allattamento. Se le circostanze lo consentono, anche nella prima ora di vita del bambino, in sala parto. La suzione, infatti, stimola la produzione del latte: più il bambino succhierà, più il latte sarà abbondante. Successivamente, il bimbo dovrà essere attaccato ogni qual volta ne faccia richiesta.
  • Seguire una dieta in allattamento ricca e variegata. Per garantire un adeguato apporto calorico, la dieta deve essere di circa 500 calorie sopra il proprio usuale fabbisogno. Inoltre, una dieta varia regala al latte sapori via via diversi, guidando il piccolo nella comparsa al senso del gusto.
  • Bere molto. Specie se il clima è afoso, ma anche con temperature più rigide: seguendo il proprio gusto, si può bere quel che si vuole – cercando però di evitare gli alcolici.
  • Svuotare completamente il seno, soprattutto i primi giorni.
  • Attaccare spesso il bambino al seno.
  • Riposare il più possibile tra una poppata e l’altra. Così come il bambino, anche la mamma dovrebbe dormire in questo lasso di tempo, specie le prime 6 settimane di vita del neonato. Lo stress, infatti, potrebbe inibire la produzione del latte.
  • Evitare ansie e preoccupazioni.
  • Curare l’igiene del seno dopo ogni poppata.

3. Falso mito da sfatare sulla montata lattea e l’allattamento

Montata lattea falsi miti seno piccolo
Fonte: Web

Non è vero che un seno piccolo non possa allattare: l’allattamento al seno è un fenomeno fisiologico quanto la gravidanza e, dunque, insito nella natura delle donne. Basti pensare che statisticamente solo due donne su 10000 non allattano per problemi fisici. Piuttosto, il motivo più comune per cui “non si allatta” è una cattiva gestione dell’allattamento. Una questione, dunque, facilmente risolvibile con l’aiuto di un professionista – assolutamente da bandire, invece, confronti con amiche e conoscenti che potrebbero provare stati d’ansia.