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"Cosa prova una mamma dopo il parto mentre tutti pensano debba essere felice?"

Il fatto è che ci inculcano sin da bambine un prototipo di mamma che fondamentalmente non esiste e così, quando mamme lo diventiamo davvero, ad alcune di noi succede di sentirsi così terribilmente sbagliate.

Non tutte le mamme dopo il parto sono pronte ad affrontare la loro nuova vita con entusiasmo e felicità.

Il fatto è che ci inculcano sin da bambine un prototipo di mamma che fondamentalmente non esiste e così, quando arriva il momento, non tutte le madri hanno il coraggio di esternare i loro reali pensieri al mondo intero. Forse è giusto così e serve anche a non spaventarci, ma bisogna anche rendersi conto che è del tutto normale provare emozioni che non siano solo positive e raccontarci la verità. Siamo o non siamo degli esseri umani?

Se una donna diventa mamma automaticamente sembra debba diventare una guerriera, capace di affrontare il mondo e qualsiasi tipo di situazione da sola, senza l’aiuto di nessuno. E soprattutto se una donna diventa mamma automaticamente sembra debba essere felice come non lo è mai stata prima. No, non siamo delle guerriere e non siamo invincibili. Di più. Molte mamme, dopo il parto, trascorrono momenti in cui il pianto è l’unico rumore che sentono attorno a loro. E non parlo del pianto del bambino, ma del loro.

“Hai voluto la bicicletta, ora pedala!”

Ecco cosa si potrebbe sentir dire una mamma che prova a raccontare a terzi la sua frustrazione condividendo i suoi momenti di debolezza. Una frase che sta a metà tra il “se hai voluto un figlio, di cosa ti lamenti ora?” e il “ma come? non sei felice? pena a chi per esempio non può avere figli”.

Frasi cattive, senza senso e prive di sentimento. Perché una mamma dovrebbe vivere solo momenti di felicità e mai di difficoltà? Specialmente dopo il parto, sono molte le neo-mamme che cadono in stati di fragilità emotiva e fisica estrema (fino ai ben noti diversi stadi della depressione post-partum) e spesso e volentieri più che supportate vengono anche giudicate. Chi sei tu, chi siamo noi, per poter giudicare il sentimento, le emozioni e la mente di una donna? 

E anche se non parliamo di depressione, non dobbiamo mai permetterci di giudicare senza sapere. Perché una mamma non può dire con onestà e in modo serio “quanto vorrei starmene su un’isola deserta senza figli e marito” senza che le vengano mosse le peggiori critiche?
Perché una mamma per molte persone una frase del genere non dovrebbe dirla nemmeno per scherzo? Perché non può mai pensare di lasciare figli e marito (come se quest’ultimo poi campasse solo grazie a lei…) per dedicarsi a se stessa?

I figli sono un dono della vita e una donna, dopo aver partorito, viene catapultata in un mondo completamente nuovo. Nuove abitudini, nuove situazioni, nuove sensazioni, che sicuramente aveva anche messo in conto, ma avete presente quando si dice “se non lo vivi, non puoi capire”?

Una neo-mamma dal momento in cui mette piede fuori dall’ospedale è spaventata. Un figlio, anche se tanto desiderato, porta con sé gioia e felicità in famiglia, ma anche tanti dubbi, incertezze e paura di non essere all’altezza. E se una mamma passa una notte su tre a piangere, i motivi possono essere tanti, tantissimi. Un’infinità. E noi non dobbiamo giudicare, ma imparare ad ascoltare.

È normale vivere momenti di debolezza anche nei confronti dei propri bambini. Non dobbiamo mai dimenticare che nel momento in cui sentiamo la necessità di uno sfogo, di un pianto o di una consolazione, dovremmo sentirci in diritto di gettare fuori tutto, senza tenerci dentro niente. Dobbiamo volerci bene e amare la vita, colma di difetti ma anche di pregi, perché solo così possiamo insegnare ai nostri figli i valori dell’esistenza.

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