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Cos'è e come si pratica la stimolazione ovarica per rimanere incinta

Le donne che non riescono a restare incinte possono tentare la strada della stimolazione ovarica, efficace nel 30% dei casi. Scopriamo di cosa si tratta.
stimolazione ovarica

Purtroppo non per tutte le coppie fare un figlio è facile; le cause dell’infertilità possono essere tantissime, legate sia alla salute della donna che a quella dell’uomo. Per quanto riguarda le donne, ad esempio, ci possono essere problemi ovarici, come l’assenza di ovulazione o ovulazioni rare e di qualità mediocre, ma per fortuna esistono diverse soluzioni che possono aiutare a porre un rimedio a questa condizione, garantendo la possibilità di restare incinta, e la stimolazione ovarica rientra tra queste. Di che si tratta?

Come funziona la stimolazione ovarica?

stimolazione ovarica come funziona
Fonte: web

La stimolazione ovarica consiste nel somministrare degli ormoni a una donna, al fine di aumentare la produzione di follicoli maturi da parte delle ovaie, per ottenere una buona ovulazione.

Perché c’è la necessità di fare questo? Come tutte sapranno, gli ovuli sono prodotti dalle ovaie, che sono due e si trovano sui due lati dell’utero, ma può capitare che la loro produzione sia troppo debole o di cattiva qualità per permettere la fecondazione. In questi casi, detti di sterilità “ormonali”, l’ovocita (ovulo) non è efficiente perché l’ovaio funziona male.

Se si desidera intraprendere questo percorso, è indispensabile passare attraverso una serie di analisi e test vincolanti e fondamentali proprio per moltiplicare le possibilità di restare incinta. Le donne che vorranno procedere alla stimolazione ovarica dovranno, ad esempio, superare degli esami clinici approfonditi presso il proprio medico generico, misurare la curva della temperatura basale per diversi mesi, al fine di determinare il periodo di ovulazione, e analizzare il muco cervicale successivo a un rapporto sessuale (si chiama post-coital test o test di Hühner). Devono poi essere affrontati un dosaggio ormonale (FSH, LH e estradiolo), un’ecografia pelvica, da fare in un laboratorio specializzato, in modo da visualizzare eventuali anomalie dell’utero, delle tube o delle ovaie.
La stimolazione ovarica agisce al livello dell’ipofisi, e sulle ovaie, secernendo tre ormoni: l’FSH, l’LH e la prolattina.

Rischi ed effetti collaterali della stimolazione ovarica

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Fonte: web

La stimolazione ovarica è efficace nel 30% dei casi ed è un metodo che assicura di rimanere incinta velocemente, tanto che la maggior parte delle gravidanze ottenute attraverso questo tipo di cura arrivano già a partire da tre mesi dopo l’inizio del trattamento. Ma la stimolazione ovarica, naturalmente, può anche avere effetti collaterali, in particolar modo effetti secondari leggeri come disturbi della vista, vampate, emicrania, stordimento e nausee.

Talvolta può provocare anche una forte irascibilità e insonnia, mentre l’aumento delle dimensioni dell’ovaio causato proprio dalla stimolazione può condurre a tensione addominale, gonfiori e fastidi vari. In percentuali più basse possono presentarsi problemi più importanti, come la torsione dell’ovaio (da operare chirurgicamente) o l’iperstimolazione ovarica.

La stimolazione ovarica è usata anche in caso di inseminazione artificiale o di una FIVET, ovvero la fecondazione in vitro.

Stimolazione ovarica e FIVET

stimolazione ovarica e fivet
Fonte: web

Se pensate di provare con la fecondazione artificiale, la stimolazione ovarica è un passaggio obbligato, anche se l’ovulazione avviene normalmente. La FIVET è praticata quando gli ovociti e gli spermatozoi non riescono a produrre un embrione in modo naturale, e la stimolazione ovarica è la prima delle 5 tappe della fecondazione in vitro, a cui seguono:

  • l’innesco dell’ovulazione.
  • la raccolta degli ovociti e degli spermatozoi.
  • la fecondazione in vitro (lo sperma è mescolato a 2 o 3 ovociti, poi messo in coltura in una provetta a 37°C).
  • l’impianto degli embrioni nell’utero, che avviene in ospedale.

Stimolazione ovarica e ICSI

stimolazione ovarica e icsi
Fonte: web

La Intracytoplasmic Sperm Injection, o ICSI, rappresenta un grosso aiuto nella cura dell’infertilità da quando esiste la PMA: si tratta di una tecnica di laboratorio attraverso cui si può inserire un singolo spermatozoo all’interno dell’ovocita maturo, fondamentale nei casi in cui il campione seminale non possieda i criteri necessari per effettuare una FIVET. Mentre quest’ultima viene eseguita inoculando circa 100.000/ml di spermatozoi, nell’ICSI si può inserire un solo spermatozoo.

In questa tecnica di FIV,  l’uomo deve consegnare un campione di sperma, oppure viene realizzata una biopsia testicolare (se necessaria) per estrarre e selezionare gli spermatozoi di migliore qualità che saranno utilizzati per la fecondazione degli ovociti.

Il giorno successivo al prelievo degli ovociti, si controlla l’avvenuta fecondazione, e nei giorni seguenti gli ovuli fecondati vanno incontro alle divisioni fisiologiche caratteristiche del corretto sviluppo embrionale, fino al momento in cui vengono selezionati gli embrioni con le migliori caratteristiche di sviluppo, che vengono trasferiti in utero (generalmente uno o due embrioni sulla base delle caratteristiche della coppia e della storia clinica). Gli embrioni, inseriti in un fine catetere, vengono introdotti nell’utero. Se entrambi gli embrioni si impiantano – cosa non impossibile – si va incontro a una gravidanza gemellare.

Uno dei rischi a cui possono andare incontro le donne sottoposte a stimolazione ovarica per trattamenti di fertilizzazione in vitro è la sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS); questi trattamenti prevedono la somministrazione di farmaci ormonali per stimolare la crescita multipla di follicoli, ma quando la risposta ovarica agli ormoni è esagerata può manifestarsi questa sindrome, caratterizzata dall’ingrossamento delle ovaie e dall’aumento della permeabilità dei vasi sanguigni, che porta come conseguenza il passaggio di liquidi dal distretto vascolare in cavità addominale, a livello polmonare e in altri tessuti.

Per intraprendere una stimolazione ovarica, che richiede una doppia sorveglianza, biologica ed ecografia, è opportuno consultare sempre uno specialista. Con le ecografie si misurano i follicoli e quindi la loro crescita, mentre i dosaggi ormonali aiutano a valutare la qualità della loro secrezione ormonale, facendo capire come adattare il trattamento ai bisogni di ogni donna.

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