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Coliche Neonato: Istruzioni per l'Uso

Le coliche sono un disagio che spesso i genitori del neonato devono affrontare nei primi mesi di vita. Non sono nulla di preoccupante, ma possono essere molto stressanti. Ecco come riconoscerle e come rimediare.
Coliche nel neonato
Fonte: web

Nei primi mesi di vita del neonato, un problema che le mamme e i papà devono spesso affrontare è quello delle coliche, dette anche coliche gassose: i loro bimbi piangono disperati e spesso i genitori non sanno che cosa fare per calmarli e farli stare meglio. Di solito le coliche, cioè la presenza di un dolore acuto all’addome del neonato che si presenta per lo più la sera, sono fisiologiche: sono infatti il sintomo che la flora batterica intestinale si sta formando e che l’apparato digerente sta maturando. Tuttavia a volte succede che le coliche neonatali siano dovute ad altri motivi, come un’intolleranza alimentare nel bambino, ma anche a fattori esterni come un cambiamento nell’alimentazione materna, tensioni tra i genitori o il fumo di uno dei due.

Per alleviare il dolore del bambino ci sono svariati modi, alcuni dei quali possono essere efficaci mentre altri no, perché ogni neonato è un caso a sé e quindi necessita di un approccio personalizzato; in ogni caso, tutti i neonati hanno bisogno di un approccio calmo, perché un genitore agitato non riuscirà mai a tranquillizzare un bimbo.

Ma come capire esattamente se ci si trova davanti a delle coliche? E come reagire?

Le coliche nel neonato: quando, come e perché

Il pianto del neonato per le coliche
Fonte: web

Le coliche nel neonato sono degli episodi di dolore addominale che si manifestano alcune settimane dopo la nascita e si esauriscono solitamente entro i tre mesi; interessano circa il 25% dei neonati e vengono associate, come giù detto, alla maturazione dell’apparato digerente, per quanto non sia chiaro perché alcuni bimbi ne soffrano mentre altri no, per quanto sia provato che i figli delle donne che hanno fumato in gravidanza ne siano più colpiti.

Ma come riconoscere se un neonato ha le coliche? L’indizio principale, in un bambino ben alimentato e sano, è il pianto, che di solito è molto intenso e acuto, tanto che il neonato, anche se preso in braccio e consolato, pare disperarsi; il pianto può durare da pochi minuti sino a un massimo di tre ore, che possono essere molto stressanti sia per il bimbo sia per i genitori. Un altro indizio sta nella postura che il neonato può assumere: infatti durante una colica i bimbi rannicchiano le gambe e hanno i muscoli addominali tesi; alcuni tengono anche i pugni chiusi. Molto importante è anche la prevedibilità: se si inizia a vedere che il bimbo piange più o meno sempre alla stessa ora, di solito serale, per circa tre volte a settimana e che quando ha finito sporca il pannolino o fa qualche puzzetta, allora si trattano di coliche.

Davanti a una colica non bisogna spaventarsi, in quanto non ci sono pericoli per il neonato, ma può comunque essere utile contattare il pediatra per rassicurarsi o se si sospetta che i motivi per cui piange siano altri.

Rimedi per le coliche del neonato

Coccole per calmare le coliche del neonato
Fonte: web

Le coliche guariscono in modo spontaneo, poiché sono fisiologiche, ma i genitori possono fare qualcosa per calmare il bimbo e per alleviargli il dolore. Innanzitutto è essenziale avere un approccio calmo e tranquillo con il neonato, per non trasmettergli agitazione. Poi ci sono varie strategie che possono essere messe in atto, i cui risultati variano da bambino, come già detto.

Innanzitutto bisogna tenere presente che di solito i neonati si tranquillizzano quando succhiano, per cui offrire il ciuccio può essere una soluzione; a volte bisogna insistere un attimo perché non tutti i bambini accettano subito il ciuccio, sopratutto quando sono agitati. Cambiare il modo in cui viene somministrato il latte è un’altra opzione: il consigli è quello di fare mangiare il neonato meno latte ma a intervalli più ravvicinati, cercando sempre di far fare il ruttino. Anche le coccole possono essere utili: la vicinanza con la mamma o con il papà è consolatoria per i bimbi, che amano essere presi in braccio ed essere cullati; una posizione che serve ad alleviare i dolori delle coliche è quella a pancia in giù, con la testa del bambino appoggiata sull’interno del gomito. Se dopo un po’ ci si stanca e fanno male le braccia, si può sempre usare una fascia oppure un marsupio. Volendo si può appoggiare anche il bimbo a pancia in giù sulle ginocchia e dondolarlo, magari cantando una ninnananna oppure facendo loro ascoltare un rumore continuo, simile a quello del motore dell’automobile, suono simile a quello che sentivano nella pancia della mamma.

Un’altra tecnica può essere quella di distrarre il bambino: si può portarlo a fare un giro nella carrozzella, oppure in auto o si può provare a fare il bagnetto, perché l’acqua calda ha un potere calmante; inoltre l’acqua ricorda ai bambini il liquido amniotico nel quale si trovavano nella pancia della mamma e per questo li rassicura.

Ci sono poi i massaggi circolari sul pancino che possono aiutare il bambino a liberarsi dall’aria, che possono diventare anche un massaggio completo, se si vede che questo calma il neonato. Anche l’alimentazione materna è importante: è meglio evitare tutti quegli alimenti che possono dare aria, come i legumi o i prodotti caseari, ma anche i cibi speziati, mentre bere tisane al finocchio può essere utile.

Nel caso nessuno di questi metodi sia efficace, si può contattare il pediatra, che può valutare se è il caso di somministrare qualcosa al neonato; in ogni caso, non prendere l’iniziativa in tal senso e chiedere sempre il parere del medico.

Coliche del neonato: un aiuto per i genitori

Mamma di un neonato con le coliche
Fonte: web

Il momento delle coliche può essere vissuto non troppo bene dai genitori del neonato, che alla lunga possono stressarsi e stancarsi e sentirsi frustrati, soprattutto se il bimbo non si calma. È tutto nella norma: essere genitori chiede tante energie! Per questo è importante prendersi cura di se stessi e ogni tanto prendersi una pausa, chiedendo aiuto per esempio ai nonni o a qualcuno di cui ci si fida. Non è necessario che la pausa sia lunga; basta un’ora in cui potersi fare la doccia o sdraiarsi sul letto per riposare e staccare la testa.

È anche molto importante confrontarsi l’uno con l’altro e ricordarsi che avere dei limiti non vuol dire essere dei cattivi genitori, ma essere umani.