Hypnobirthing, è davvero possibile partorire senza dolore con l'ipnosi?

Come fare per superare la paura del dolore durante il parto? Scopriamo cos’è l’hypnobirthing e come questa pratica può aiutare le future mamme (e papà) a godersi in modo consapevole e sereno questo importante momento della vita.

Per molte donne il parto spesso viene vissuto con ansia, paura e più dolorosamente di quanto avverrebbe imparando a gestire queste emozioni in modo consapevole, per esempio con l’hypnobirthing.

Una tecnica del tutto naturale che consente alla donna di preparare il corpo e la mente al parto, alleviandone i dolori, senza utilizzare nessun tipo di anestetico e farmaco. Scopo dell’hypnobirthing, infatti, è quello di ridurre lo stress, la paura e di conseguenza la sensazione di dolore prima e durante il parto.

Questo avviene attraverso l’insegnamento di specifiche tecniche di rilassamento sia fisico che mentale, meditazione e respirazione, unite a musiche, mantra, pensieri positivi e visualizzazioni mirate a generare sollievo e tranquillità.

Una pratica che, soprattutto negli ultimi anni e grazie a testimonial come Kate Middleton o Gisele Bündchen, è stata scelta da sempre più donne, prendendo piede a livello globale. Ma da dove arriva questa particolare tecnica?

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Hypnobirthing: la storia del parto con ipnosi

L’hypnobirthing, anche detto parto positivo, è un metodo inventato da Marie Mongan dopa la sua prima gravidanza.

Alla fine degli anni ’50, infatti, l’estrazione del bambino dall’utero materno, avveniva manualmente con un forcipe mentre la madre era addormentata e tenuta ferma sul lettino.

La Mongan, in procinto di dare alla luce il suo primo bambino all’età di ventuno anni, chiese esplicitamente di non essere sottoposta a questa pratica ma di partorire in modo naturale, affrontando il suo travaglio senza anestetici.

Ovviamente la sua richiesta non venne accolta fino alla terza gravidanza, momento in cui, finalmente, riuscì a partorire in modo del tutto naturale e libero da qualunque farmaco.

Da quel momento, la Mongan decise di lottare e lavorare per far si che tutte le donne potessero vivere l‘esperienza del parto in modo consapevole, autonomo e secondo natura e non solo come un atto doloroso e traumatico.

Un problema analizzato già nel 1933 in Gran Bretagna dal ginecologo Grantly Dick-Read, in un’opera intitolata “Childbirth without fear”. Il medico focalizzò la sua attenzione sull’azione che sentimenti come ansia e paura, potevano avere nel momento del parto. E in particolare sull’aumento e la gestione del dolore, sia prima che durante la nascita.

Scopo dell’hypnobirthing, infatti, è quello di rendere le donne consapevoli di ciò che sta avvenendo, toglierle dallo stato di passività indotto e renderle totalmente partecipi e capaci di gestire le proprie sensazioni sia a livello fisico che mentale.

Il tutto attraverso un’educazione alle emozioni, aumentando la propria capacità di rilassamento e imparando specifiche tecniche di respirazione, meditazione e visualizzazioni positive. Vediamo come.

La tecnica dell’hypnobirthing: come funziona?

Il principio di base su cui si fonda la tecnica dell’hypnobirthing è che il corpo di una donna sa cosa fare durante il parto, è la donna che spesso non lo sa. E questo perché sopraffatta dall’ansia, dalla tensione e dalla paura del dolore.

Per questo è necessario riacquisire consapevolezza riguardo a quello che si è in grado di fare e al come farlo, eliminando così la paura dell’ignoto legata a quel momento.

Una sorta di recupero conscio di ciò che è insito per natura e che permettere alla futura mamma di superare il timore legato al male fisico.

L’ansia e la paura, infatti, aumentano la sensazione di dolore rispetto alla realtà, provocando una reazione automatica nel corpo, che si contrae. Aspetto che va a ostacolare il decorso naturale del travaglio e del parto stesso.

Quando si è rilassati, invece, l’organismo produce e rilascia naturalmente endorfine che provocano una distensione muscolare e, quindi, facilitando il momento del parto. Il rilascio di questi ormoni, infatti, insieme alla produzione di ossitocina che agevola la contrazione uterina, sono aspetti alla base di questo metodo e della sua efficacia.

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Obiettivi

Scopo dei corsi di hypnobirthing, quindi, è quello di insegnare e apprendere delle tecniche di rilassamento profondo che servono per aumentare la propria consapevolezza a livello fisico, mentale ed emotivo e a favorire questo processo. Un po’ come accade nella pratica dello yoga e della meditazione.

Secondo due studi del National Center for Complementary and Integrative Health, infatti, si è dimostrato come meditare regolarmente influisca in modo positivo sul controllo e la gestione della sensazione di dolore fisico.

Ma non solo. Un altro aspetto fondamentale dell’hypnobirthing riguarda la respirazione. In un recente rapporto pubblicato sulla rivista Frontiers in Psychology, è stato dimostrato come questa induca un maggior rilassamento fisico e mentale, diminuendo i livelli di cortisolo e quindi di stress.

Durante i corsi di hypnobirthing, poi, alle future mamme viene insegnato anche come sviluppare in modo maggiore alcuni sensi, come per esempio udito e vista.

Questo permette alla donna di avere una percezione di ciò che avviene durante il parto più ampia, favorendo ancora di più la tranquillità e permettendo un rilassamento corporeo maggiore.

Infine, altro tassello fondamentale del metodo, è la ripetizione di mantra o frasi positive, capaci di sradicare dalla mente i possibili pensieri negativi legati al parto (magari apprese dai racconti di esperienze di altre donne). Per riportare la mente in uno stato di pace e neutralità.

In questo modo il dolore viene percepito e affrontato diversamente come un qualcosa di naturale e di cui non avere paura. Un qualcosa che, pur essendo sempre vigili, è scollegato dalla propria persona e, quindi, meno intenso. Il tutto unito da una sottile filo di positività e calore.

Tipologie

Esistono due modalità per partorire con l’aiuto dell’hypnobirthing: l’autoipnosi e l’ipnosi estemporanea.

Nella prima è la partoriente stessa a praticare in autonomia tutte le tecniche apprese di respirazione, meditazione, ecc., utili al rilassamento pre e durante il parto.

Nella seconda, invece, l’ipnosi è indotta da una persona terza preparata e competente, in grado di seguire passo dopo passo la futura mamma durante il travaglio e il parto.

In entrambi i casi, per garantire che questa tecnica porti ai risultati desiderati, è necessario aver seguito un corso durante la gravidanza, nel quale la futura mamma imparerà a comprendere e accogliere le sensazioni del proprio corpo in modo positivo. Concentrandosi sul momento e sulle singole percezioni vissute.

Il tutto mirato a ottenere uno stato di benessere e pace interiore. Un percorso estremamente utile e non solo alla futura mamma.

Hypnobirthing di coppia

Questo lavoro, infatti, è fondamentale per la donna ma anche per il partner. Avere un atteggiamento positivo e libero dalla paura (almeno in parte) è un aspetto che non riguarda solo la futura mamma ma anche chi le sta vicino.

Proprio per questo, durante i corsi vengono coinvolti anche i rispettivi partner. Alla coppia vengono assegnati compiti come l’ascolto di musica, la ripetizione di mantra o modalità di respirazione specifiche. Il tutto volto al rilassamento di coppia.

Un corso preparto vero e proprio, quindi, che aiuta le mamme (e i papà) a rilassarsi in modo autonomo, sconfiggendo la paura. E con tutta una serie di altri benefici.

Tra questi, oltre a una maggior consapevolezza generale, si ottiene:

  • un legame di coppia più profondo e intimo;
  • un contatto migliore con il feto;
  • una gestione del dolore più conscia e attiva;
  • la capacità di auto rilassarsi (e non solo durante il parto);
  • un atteggiamento più positivo e propositivo rispetto all’esperienza del parto stesso.

Vantaggi che, imparando questa tecnica, aiutano e si applicano durante ogni tipologia o condizione in cui si affronta il parto, naturale o cesareo.

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L’hypnobirthing in Italia

Una possibilità che, in Italia, è presente da oltre cinquant’anni, per lo più a livello privato. La maggior parte degli ospedali italiani, a differenza di quelli americani o inglesi, pur avendo a disposizione il materiale divulgativo riguardo a questa tecnica, non è ancora attrezzata con il personale specifico per poterla fare regolarmente.

Quello che manca, infatti, è la possibilità di interazione tra psicologo e ostetrica in modo da unire la parte fisica del parto a quella emotiva.

Motivo per cui risulta ancora più importante seguire un corso di hypnobirthing insieme al proprio partner. Per renderlo parte integrante, attiva e di supporto durante il travaglio, le contrazioni e il parto stesso.

La pratica solitamente inizia intorno al terzo mese di gravidanza e prevede una serie di cinque incontri. Quello che davvero fa la differenza, poi, è l’allenamento personale delle diverse tecniche apprese.

Un modo da arrivare preparati in ospedale e affrontare il momento della nascita con un atteggiamento di positività. Condizione che, come detto, porta numerosi vantaggi alle neo mamme.

Storie e testimonianze di parto con ipnosi

Oltre alla testimonianza di donne famose come Kate Middleton o Gisele Bündchen, sono molte le donne che hanno beneficiato di questa tecnica.

Come riportato sul sito della dott.sa Ilaria Giangiordano, Hypnobirthing Italia, le storie di chi ha partorito aiutandosi con questo particolare metodo sono tutte estremamente positive.

Le diverse respirazioni mi hanno aiutata tanto in tutto. Ero rilassata e concentrata al punto che pensavo di sognare. Mi hanno messo solo 4 punti, di cui 2 interni. Sono tornata in camera sulle mie gambe col mio bimbo in braccio. È stata un’esperienza molto molto positiva. Soprattutto non medicalizzata, senza flebo o induzioni varie!

Un incoraggiamento reale verso chi volesse provare e vivere il parto in modo nuovo e consapevole. Storie di partecipazione attiva e di gioia, dal travaglio al parto.

È stata una grande vittoria per me poter contare solo sulle mie capacità. Ho messo in pratica ciò che per qualche mese ho studiato e su cui mi sono concentrata: la consapevolezza del corpo, il respiro e le visualizzazioni di un parto positivo. Ogni donna può farlo con le conoscenze giuste e una grande fiducia in se stessa.

Storie di accoglienza di un dolore naturale e che ogni donna è in grado di sostenere e affrontare nel migliore dei modi e senza paura. Soprattutto se correttamente consigliata e preparata a quello che avverrà, con serenità e fiducia nelle proprie capacità e nel proprio essere.

Articolo originale pubblicato il 20 Novembre 2020

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